Le novità di aprile 2021

LE PRINCIPALI NOVITÀ

Rivalutazione dei beni d’impresa: codici tributo

L’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per il versamento, tramite modello F24, delle imposte sostitutive dovute per la rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni e per l’affrancamento del saldo attivo della rivalutazione, ai sensi dell’art. 110 del D.L. 14/8/2020, n.104 (cd. “Decreto agosto”), nonché per l’affrancamento del saldo attivo della rivalutazione, ai sensi dell’art. 6-bis del D.L. 8/4/2020, n.23 (cd. “Decreto liquidità”).

Essi sono i seguenti:

  • “1857” denominato “IMPOSTA SOSTITUTIVA SUL SALDO ATTIVO DI RIVALUTAZIONE – art. 110, comma 3, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104”;
  • “1858” denominato “IMPOSTA SOSTITUTIVA SUL MAGGIOR VALORE ATTRIBUITO AI BENI RIVALUTATI – art. 110, comma 4, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104”

Rimborso spese dipendenti in smart working

L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti circa il trattamento fiscale delle somme corrisposte da una società a titolo di rimborso ai propri dipendenti in smart working ed in particolare in merito alla possibilità che tali somme siano escluse dal reddito di lavoro dipendente. Nel caso di specie il criterio per determinare la quota dei costi da rimborsare ai dipendenti in smart working, in sostanza, si basa su parametri diretti ad individuare costi risparmiati dalla società che, invece, sono stati sostenuti dal dipendente. A tal riguardo, è stato ritenuto corretto che la quota di costi rimborsati al dipendente, possa considerarsi riferibile a consumi sostenuti nell’interesse esclusivo del datore di lavoro e che le somme erogate al fine di rimborsare il dipendente dei costi sostenuti attraverso le modalità rappresentate non siano imponibili ai fini dell’IRPEF.

Compensi erogati a consulenti senza albo: chiarimenti

L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti circa le modalità di tassazione dei compensi mensili corrisposti ad un consulente aziendale, munito di partita IVA e titolare di una ditta individuale iscritta al Registro delle Imprese. In merito, è stato osservato che con la Legge 14/1/2013, n.4, sono state disciplinate in materia organica le professioni non organizzate in ordini e collegi ovvero “senza albo”. Con riferimento alla modalità di esercizio della professione, l’art. 1, comma 5, della Legge n.4/2013 dispone che “La professione è esercitata in forma individuale, in forma associata, societaria, cooperativa o nella forma del lavoro dipendente”. Tale disposizione lascia, quindi, la libertà al professionista per il quale non è prevista l’iscrizione ad un albo professionale di scegliere la modalità con la quale svolgere la propria attività. È sato, quindi, precisato che nel caso in cui il professionista svolga la propria attività come lavoratore autonomo, il committente della prestazione, in qualità di sostituto d’imposta, è tenuto ad applicare sull’imponibile della fattura la ritenuta d’acconto del 20% ai sensi dell’art. 25 del D.P.R. 29/9/1973, n.600. Qualora. Invece. l’attività sia svolta in forma di impresa (ditta individuale o società), l’importo corrisposto non è assoggettato a ritenuta a titolo d’acconto.

LE ALTRE NOVITÀ

Rivalutazione dei beni immateriali non iscritti nello stato patrimoniale

La Direzione centrale grandi Contribuenti dell’Agenzia delle Entrate, con una risposta a un’istanza di interpello non confluita in una risoluzione pubblicamente fruibile, ha fornito chiarimenti in merito alla possibilità di rivalutare, ai sensi dell’art. 110 del D.L. 14/8/2020, n.104 (cd. “Decreto agosto”), il know-how giuridicamente tutelato, i cui relativi costi (oneri per il personale dipendente e/o consulenti esterni, relativi ad attrezzature di laboratorio e di produzione e a materie prime utilizzate per test e prototipi) sono stati sempre stati spesati a conto economico.

In particolare, è stato precisato che:

  • preso atto dei chiarimenti forniti dall’OIC ai fini civilistici-contabili – che nel par. 5 del Documento interpretativo n.7 ha affermato che “Possono inoltre essere oggetto di rivalutazione i beni immateriali ancora tutelati giuridicamente alla data di chiusura del bilancio in cui è effettuata la rivalutazione anche se i relativi costi, seppur capitalizzabili nello stato patrimoniale, sono stati imputati interamente a conto economico” – la disciplina della rivalutazione, contenuta, da ultimo, nel D.L. n.104/2020, nasce dall’esigenza civilistica di derogare ai criteri ordinari di valutazione al costo (art. 2426 del Codice civile) dei beni materiali ed immateriali nella rappresentazione in bilancio, a cui si aggiunge la facoltà di ottenere, previo pagamento di un’imposta sostitutiva, il riconoscimento, anche ai fini fiscali, dei maggior valori emergenti dalla rivalutazione. Alla luce dei rapporti tra la rivalutazione sul piano tecnico contabile e il riconoscimento dei maggiori valori dal punto di vista fiscale, non sono stati ravvisati elementi né sul piano della formulazione letterale delle norme, né su quello della ratio legislativa, che giustifichino, sotto il profilo fiscale, scostamenti in via interpretativa rispetto alle conclusioni cui è pervenuto l’OIC dal punto di vista tecnico-contabile nel citato documento interpretativo;
  • il riconoscimento dei maggiori valori fiscali non è subordinato alla ricorrenza di presupposti oggettivi e soggettivi autonomi, ma è legato – in presenza di una rivalutazione tecnico-contabile dell’asset – ad una scelta del contribuente ed al versamento dell’imposta sostitutiva prevista, in coerenza alla finalità della disciplina che resta sempre collegata alla volontà di consentire alle imprese un adeguamento ai valori effettivi della rappresentazione contabile dei beni. In altri termini, in assenza di espresse disposizioni di segno contrario rilevanti ai fini fiscali, l’iscrizione dei maggiori valori emergenti dalla rivalutazione contabile crea il presupposto per il riconoscimento degli stessi anche ai fini fiscali, previo, ovviamente, pagamento dell’imposta sostitutiva;
  • può costituire oggetto di rivalutazione anche il know-how autoprodotto, purché ancora tutelato giuridicamente alla data di chiusura del bilancio in cui è effettuata la rivalutazione, anche se i relativi costi, seppur capitalizzabili nello stato patrimoniale, sono stati imputati interamente a conto economico.

Sospensione ammortamenti: documento OIC

L’Organismo Italiano di Contabilità ha diffuso la versione definitiva del documento interpretativo nel quale viene analizzata sotto il profilo tecnico contabile la facoltà di deroga al disposto dell’art. 2426, comma 1, n. 2), del Codice civile riguardante l’ammortamento annuo delle immobilizzazioni, materiali e immateriali, di cui all’art. 60, commi 7-bis e seguenti, del D.L. 14/8/2020, n.104 (cd. “Decreto agosto”).

In particolare, tra i diversi chiarimenti, è stato precisato che:

  • la norma introduce una facoltà di deroga esclusivamente al disposto dell’articolo 2426, primo comma, n.2, del Codice civile (riguardante l’ammortamento annuo delle immobilizzazioni, materiali e immateriali, la cui utilizzazione è limitata nel tempo), pertanto, restano ferme tutte le altre disposizioni relative al trattamento contabile delle immobilizzazioni materiali e immateriali;
  • l’esercizio della facoltà dell’art. 60 del D.L. n.104/2020 non esclude la possibilità di rivalutare i beni materiali e immateriali ai sensi dall’art. 110, commi 1-7, del D.L. n.104/2020;
  • ancorché la norma non richiami esplicitamente la possibilità di applicare la deroga anche alle immobilizzazioni acquistate nel corso dell’esercizio 2020, in coerenza con le disposizioni relative alle altre immobilizzazioni, la deroga è applicabile anche a tali immobilizzazioni;
  • le micro-imprese che decidono di avvalersi della deroga possono, ai sensi dell’art. 2435-ter del Codice civile, redigere la nota integrativa oppure fornire l’informativa richiesta dalla norma in calce al bilancio.

Finanziamento soci enunciato nel verbale di assemblea societaria – Tassazione

In forza dell’art. 22 del DPR 131/86, se in un atto da registrare sono enunciate disposizioni contenute in atti scritti o contratti verbali non registrati e posti in essere fra le stesse parti, l’imposta di registro si applica anche alle disposizioni enunciate. Ne consegue che va assoggettato ad imposta di registro del 3% il finanziamento soci, già inserito tra le poste passive del bilancio, enunciato in un atto di ripianamento delle perdite del capitale sociale e sua ricostituzione, mediante rinuncia dei soci ai predetti finanziamenti in precedenza effettuati nei confronti della società, e ciò a prescindere dall’effettivo uso del finanziamento medesimo.

Inoltre, la Corte ritiene che, ai fini dell’applicazione dell’imposta registro sul finanziamento enunciato, sia sufficiente la menzione, nel verbale di assemblea societaria, del fatto che l’aumento di capitale è avvenuto mediante il parziale utilizzo del finanziamento concesso alla società dal socio, finanziamento risultante dalla situazione patrimoniale “sotto la lett. A alla voce «debiti (finanziamento frutt. Socio S.)»”.

Invece, la Corte di Cassazione non si pronuncia sull’ulteriore questione relativa alla individuazione come soggetto passivo e responsabile per il pagamento dell’imposta di registro, del notaio che ha redatto l’atto con il quale è stata eseguita l’operazione su capitale sociale ex art. 10 comma 1 del DPR 131/86, rinviando la questione alla trattazione in pubblica udienza

Questo quanto affermato dalla sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 11276 del 2021.

SCADENZARIO

Le scadenze indicate sono quelle aggiornate alla data di redazione della presente circolare e potrebbero, quindi, subire successive variazioni. L’elenco ha carattere di generalità e non può considerarsi esaustivo. Per una ulteriore e completa verifica delle scadenze relative agli adempimenti fiscali del mese, si consiglia la consultazione dello scadenzario sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Lunedì 17 maggio

  • Versamento dell’IVA a debito dovuta per il mese precedente
  • Versamento dell’IVA dovuta per il 1° trimestre 2021 maggiorata dell’1%
  • Versamento delle ritenute operate nel mese precedente
  • Versamento della 3ª rata dell’IVA relativa all’anno 2020 risultante dalla dichiarazione annuale, maggiorata degli interessi nella misura dello 0,66%
  • Versamento dell’imposta sulle transazioni finanziarie (cd. Tobin Tax) dovuta su tutte le tipologie di operazioni effettuate nel mese di aprile 2021
  • Versamento in unica soluzione dell’addizionale regionale e comunale IRPEF trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati sulle competenze di marzo 2021 a seguito delle operazioni di cessazione del rapporto di lavoro
  • Versamento dell’addizionale sui compensi a titolo di bonus e stock options trattenuta dal sostituto d’imposta
  • Versamento dei contributi previdenziali e assistenziali relativi al mese precedente per dipendenti, collaboratori (INPS) e dirigenti (ex INPDAI)
  • Versamento dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali sulle somme erogate ai dipendenti, nel mese precedente, in relazione a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione
  • Scade il termine breve (sanzione ridotta a 1/10 del minimo) per il ravvedimento operoso dei versamenti non effettuati o eseguiti in misura ridotta entro il 16/4/2021
  • Versamento delle accise sui prodotti ad essa soggetti, immessi in consumo nel mese precedente

Giovedì 20 maggio

  • Liquidazione e presentazione della dichiarazione CONAI relativa al mese precedente
  • Versamento dei contributi ENASARCO relativi al 1° trimestre 2021

Martedì 25 maggio

  • Presentazione, in via telematica, per gli operatori intracomunitari con obbligo mensile, degli elenchi Intrastat relativi al mese di aprile 2021

Venerdì 28 maggio

  • Termine ultimo di presentazione in via telematica dell’istanza per il contributo a fondo perduto previsto dal cd. “Decreto sostegni”

Lunedì 31 maggio

  • Scade il termine per la comunicazione all’Anagrafe tributaria – esclusivamente in via telematica – da parte degli intermediari finanziari, riguardante i dati dei soggetti con i quali hanno intrattenuto rapporti di natura finanziaria nel mese di aprile 2021
  • Versamento in unica soluzione, dell’imposta di bollo relativa alle fatture elettroniche emesse nel 1° trimestre 2021