Il credito d’imposta investimenti 4.0

La Legge di Bilancio 2021 è intervenuta prevedendo un contributo d’imposta particolarmente interessante con riferimento ai beni c.d. Industria 4.0.

Di seguito si riepilogano le caratteristiche principali dello stesso.

Soggetti Beneficiari

Possono accedere al credito d’imposta le imprese residenti nel territorio dello Stato (ivi incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti), indipendentemente:

  • dalla forma giuridica;
  • dal settore economico di appartenenza;
  • dalla dimensione;
  • dal regime di determinazione del reddito dell’impresa6.

Per le imprese ammesse al credito d’imposta, la fruizione del beneficio spettante è comunque subordinata:

  • alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore;
  • al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Investimenti agevolabili

L’agevolazione spetta per gli investimenti in beni materiali di cui all’Allegato A alla L. 232/2016. In linea di massima, si tratta dei beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese in chiave “Industria 4.0”18, quali:

  • i beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati e/o gestito tramite opportuni sensori e azionamento;
  • i sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità;
  • i dispositivi per l’interazione uomo-macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0.

Ai fini della determinazione del credito d’imposta, è previsto un tetto massimo di 20 milioni di euro per i costi ammissibili con riferimento a tali beni.

Profili temporali

A norma dell’art. 1 co. 1051 della L. 30.12.2020 n. 178, sono agevolabili mediante il nuovo credito d’imposta i suddetti investimenti effettuati dal 16.11.2020 al 31.12.2022.

L’agevolazione spetta altresì per gli investimenti effettuati entro il 30.6.2023 a condizione che entro la data del 31.12.2022:

  • il relativo ordine risulti accettato dal venditore;
  • e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Requisiti per la fruizione del credito

Per i beni di cui all’Allegato A alla L. 232/2016 rileva, ai fini della fruizione del beneficio, l’interconnessione del bene.

Affinché un bene possa essere definito “interconnesso” è necessario che (circ. Agenzia delle Entrate e MISE 30.3.2017 n. 4, § 6.3):

  • scambi informazioni con sistemi interni (ad esempio: sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) e/o esterni (ad esempio: clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (ad esempio: TCP-IP, HTTP, MQTT, ecc.);
  • sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (ad esempio, indirizzo IP).

Tali requisiti devono essere attestati mediante apposita documentazione.

Misura del credito d’imposta

Per gli investimenti aventi a oggetto beni compresi nell’Allegato A alla L. 232/2016 (vale a dire quelli che erano oggetto di iper-ammortamenti), il credito d’imposta è riconosciuto, solo alle imprese, in misura distinta in base al periodo di effettuazione degli investimenti.

La seguente tabella riporta la misura dell’agevolazione.

Fruizione del credito d’imposta

A norma dell’art. 1 co. 1059 della L. 30.12.2020 n. 178, il credito d’imposta spettante è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante il modello F24, ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97.

Il credito d’imposta è utilizzabile in tre quote annuali di pari importo (quindi 1/3 all’anno).

Il credito d’imposta è utilizzabile a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione.

Trattamento fiscale dell’agevolazione

Il credito d’imposta (art. 1 co. 1059 della L. 30.12.2020 n. 178):

  • non concorre alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte sul reddito, comprese le relative addizionali regionali e comunali;
  • non concorre alla determinazione del valore della produzione ai fini IRAP;

Rideterminazione in caso di cessione a titolo oneroso o delocalizzazione

A norma dell’art. 1 co. 1060 della L. 30.12.2020 n. 178, se, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di avvenuta interconnessione i beni agevolati:

  • sono ceduti a titolo oneroso,
  • ovvero sono destinati a strutture produttive ubicate all’estero, anche se appartenenti allo stesso soggetto,

il credito d’imposta è corrispondentemente ridotto, escludendo dall’originaria base di calcolo il relativo costo.

Obblighi documentali

Secondo l’art. 1 co. 1062 della L. 30.12.2020 n. 178 ai fini dei successivi controlli, i soggetti che si avvalgono del credito d’imposta sono tenuti a conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili.

L’art. 1 co. 1062 della L. 30.12.2020 n. 178 stabilisce che le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere “l’espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 1054 a 1058 della Legge 187 del 2020”.

In relazione agli investimenti nei beni di cui all’Allegato A della L. 232/2016, le imprese sono inoltre tenute a produrre una perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato da cui risulti che:

  • i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli negli elenchi di cui al richiamato Allegato A;
  • sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Per i beni di costo unitario di acquisizione non superiore a 300.000,00 euro, l’onere documentale di cui sopra può essere adempiuto attraverso una dichiarazione resa dal legale rappresentante ai sensi del DPR 28.12.2000 n. 445.

Comunicazione al MiSe

Le imprese devono effettuare una comunicazione al Ministero dello Sviluppo economico “al solo fine di consentire al Ministero (…) di acquisire le informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative” legate a Industria 4.0.

Secondo quanto precisato sul sito del Ministero con riferimento alla precedente versione dell’agevolazione, tale comunicazione non costituisce condizione preventiva di accesso ai benefici e neanche, in caso di eventuale mancato invio, causa di diniego del diritto alle agevolazioni spettanti. La comunicazione andrà inviata a consuntivo, vale a dire successivamente alla chiusura del periodo d’imposta in cui sono stati effettuati gli investimenti ammissibili alle discipline agevolative.

Con un apposito DM saranno stabiliti il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione in relazione a ciascun periodo di imposta agevolabile.