Il credito d’imposta investimenti in beni strumentali ordinari

Dopo aver già trattato il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali 4.0, è necessario un approfondimento in merito al credito d’imposta previsto per l’acquisto dei beni strumentali ordinari.

Soggetti beneficiari

Possono accedere al credito d’imposta le imprese residenti nel territorio dello Stato (ivi incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti), indipendentemente:

  • dalla forma giuridica;
  • dal settore economico di appartenenza;
  • dalla dimensione;
  • dal regime di determinazione del reddito dell’impresa6.

Per le imprese ammesse al credito d’imposta, la fruizione del beneficio spettante è comunque subordinata:

  • alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore;
  • al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Sono escluse:

  • le imprese che si trovano in fallimento o altre procedure concorsuali;
  • le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’art. 9 co. 2 del DLgs. 231/2000.

Investimenti agevolabili

Sono agevolabili tutti gli investimenti in beni materiali ed immateriali nuovi “ordinari” (ovverosia che non rientrano negli allegati A e B della Legge di Bilancio 232 del 2016, per i quali è prevista un’agevolazione maggiore).

Sono esclusi dall’agevolazione:

  • i veicoli e gli altri mezzi di trasporto di cui all’art. 164 del TUIR;
  • i beni per i quali il DM 31.12.88 stabilisce aliquote inferiori al 6,5%;
  • i fabbricati e le costruzioni;
  • i beni di cui all’Allegato 3 alla L. 208/2015;
  • i beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.

Profili temporali

Sono agevolabili i suddetti investimenti effettuati dal 16.11.2020 al 31.12.2022.

L’agevolazione spetta altresì per gli investimenti effettuati entro il 30.6.2023 a condizione che entro la data del 31.12.2022:

  • il relativo ordine risulti accettato dal venditore;
  • e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Misura del credito d’imposta

Per gli investimenti in questione, il credito d’imposta è riconosciuto:

  • nella misura del 15%, 10% o 6% del costo determinato ai sensi dell’art. 110 del TUIR;
  • nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro per i beni materiali e pari a 1 milione di euro per quelli immateriali
InvestimentiDal 16.11.2020 al 31.12.2021 (o termine “lungo” del 30.6.2022)Dall’1.1.2022 al 31.12.2022 (o termine “lungo” del 30.6.2023)
Beni materiali “ordinari”credito d’imposta 10% (15% se investimenti per il lavoro agile); costi ammissibili max 2 milioni di euro.credito d’imposta 6%; costi ammissibili max 2 milioni di euro.
Beni immateriali “ordinari”credito d’imposta 10% (15% lavoro agile); costi ammissibili max 1 milione di euro.credito d’imposta 6%; costi ammissibili max 1 milione di euro.

Fruizione del credito d’imposta

Il credito d’imposta:

  • è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite F24 ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97 (codice tributo “6935”), senza necessità di preventiva presentazione della dichiarazione dei redditi;
  • spetta in 3 quote annuali di pari importo; in caso di mancato utilizzo in tutto o in parte della quota di 1/3, l’ammontare residuo potrà essere utilizzato nei periodi d’imposta successivi secondo le modalità proprie del credito.
  • per i soggetti con ricavi/compensi inferiori a 5 milioni di euro che hanno effettuato investimenti in beni materiali e immateriali “ordinari” dal 16.11.2020 al 31.12.2021, spetta in un’unica quota annuale;
  • nel caso di investimenti in beni “ordinari” è utilizzabile a decorrere dall’anno di entrata in funzione dei beni, mentre per gli investimenti nei beni “Industria 4.0” a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione.

Trattamento fiscale dell’agevolazione

Il credito d’imposta:

  • non concorre alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte sul reddito, comprese le relative addizionali regionali e comunali;
  • non concorre alla determinazione del valore della produzione ai fini IRAP;

Cessione a titolo oneroso o delocalizzazione

Se entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di entrata in funzione o di avvenuta interconnessione i beni agevolati:

  • sono ceduti a titolo oneroso;
  • ovvero sono destinati a strutture produttive ubicate all’estero, anche se appartenenti allo stesso soggetto,

il credito d’imposta è corrispondentemente ridotto, escludendo dall’originaria base di calcolo il relativo costo.

Obblighi documentali

Ai fini dei successivi controlli, occorre conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili.

Le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere “l’espresso riferimento alle disposizioni di legge: “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi (diversi dai beni di cui agli allegati A e B alla legge n. 232/2016) – art. 1, commi 1054 e 1055, legge n. 178/2020”